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7 DISTURBI DI PERSONALITÀ PIU’ DIFFUSI: SINTOMI E RIMEDI

 
 
 
 
 
 

MI SENTIVO TOTALMENTE VUOTA, COME L’UOMO DI LATTA, NON AVEVO ALCUN MODO PER SPIEGARE QUEL CHE MI ACCADEVA, NESSUN MODO PER COMPRENDERLO

Marsha M. Linehan

Tutte le persone hanno personalità uniche composte da una complessa combinazione di diversi tratti. I tratti della personalità influenzano come le persone comprendono e si relazionano al mondo circostante, così come la percezione di sé stesse. Idealmente, i tratti della personalità consentono alle persone di adattarsi in modo flessibile al loro ambiente in continua evoluzione, portando a relazioni più sane con gli altri e a strategie di coping migliori. 

Quando le persone presentano tratti della personalità meno adattabili, ciò porta a rigidità e a strategie di coping poco salutari, in questo caso si parla di disturbo della personalità. Un disturbo di personalità è una condizione di salute mentale in cui le persone manifestano un modello di vita che causa problemi nella percezione di sé e nelle reazioni agli altri. Le persone con disturbi della personalità spesso hanno difficoltà a comprendere le emozioni e a tollerare il disagio. Agiscono in modo impulsivo, il che rende difficile per loro relazionarsi con gli altri, causando seri problemi e influenzando la vita familiare, le attività sociali, le prestazioni lavorative e scolastiche, nonché la qualità complessiva della vita.

COSA SONO I DISTURBI DELLA PERSONALITÀ?

Iniziamo col cercare di chiarire cosa sono i disturbi della personalità.Iniziamo con la definizione di disturbi di personalità data dal DSM 5

I disturbi della personalità sono una classe di disturbi mentali caratterizzati da un modello persistente di esperienza interna e comportamento che si discosta marcatamente dalle aspettative della cultura dell’individuo. Questi schemi tendono ad essere fissi e inflessibili e portano a disagio o compromissione funzionale

 

I disturbi di personalità si caratterizzano quindi per la presenza di tratti personologici disfunzionali durevoli, rigidi e pervasivi. Questi tratti sono presenti in maniera continuativa e si estrinsecano nelle aree cognitiva, affettiva, e emotiva. Sono stabilmente presenti nella maggioranza delle situazioni di vita dell’individuo, costituendo un modo di essere del medesimo, e generano forti difficoltà nell’adattamento relazionale, sociale, lavorativo. Tipicamente le prime manifestazione disfunzionali di un disturbo di personalità emergono a partire dall’adolescenza e si stabilizzano poi nella prima età adulta.

In concreto, ad esempio, un soggetto con un disturbo borderline di personalità tende ad agire in maniera impulsiva, auto- od etero-lesiva, in situazioni di difficolta relazionale. Si rende conto, di quanto ciò gli crei problemi e lo faccia “stare male”, ma non può fare a meno di comportarsi in modo disfunzionale, vivendo tale modo come l’unico tipo di risposta che lui è capace di fornire in determinate situazioni. Dopo aver visto cosa sono i disturbi di personalità passiamo a capire come si manifestano e quali sono i loro sintomi.

COME SI FA A CAPIRE SE UNA PERSONA HA UN DISTURBO DELLA PERSONALITÀ?

Come detto la persona con disturbo di personalità, pur soffrendo soggettivamente, vive come parte costitutiva di sé i propri problemi. Pertanto, difficilmente ne riconosce una natura patologica tale da spingerlo ad una consulenza psichiatrica. È difficile quindi che una persona abbia una chiara consapevolezza e spesso serve un professionista per capire se una persona ha un disturbo della personalità o meno. La valutazione è essenzialmente clinica e basata sulla storia anamnestica, sulla valutazione dei sintomi, sul funzionamento globale (familiare, sociale, lavorativo) e sulle modalità relazionali durante il colloquio. Esistono poi numerose scale somministrate dallo psicologo o psicoterapeuta per meglio inquadrare il quadro clinico. Le figure professionali ai quali far riferimento per inquadrare un dubbio diagnostico e capire se una persona presenta un disturbo di personalità sono essenzialmente lo psichiatra e lo psicoterapeuta.

 

 

DISTURBI DELLA PERSONALITA’: SINTOMI

I disturbi della personalità sono molteplici e si differenziano ciascuno per le proprie caratteristiche. In questo campo si utilizza il concetto di Cluster. La classificazione dei diversi quadri disfunzionali si basa infatti sulle caratteristiche cliniche e sulla presenza di tipici sintomi dei disturbi di personalità. Pertanto i diversi disturbi di personalità vengono divisi in 3 cluster clinici in base al corteo sintomatologico. Di seguito tutte le suddivisioni:

Quali sono i disturbi di personalità del cluster A? 

Cluster caratterizzato dal “ritiro emozionale e stranezza comportamentale”. Tra i sintomi di questo gruppo di disturbi di personalità ci sono ritiro emozionale e mancanza di coinvolgimento nelle relazioni interpersonali accompagnate, o meno, da stranezza, o eccentricità comportamentale. Fanno parte di questo gruppo i disturbi paranoide di personalità, il disturbo schizotipico di personalità, il disturbo schizoide di personalità.

Quali sono i disturbi del cluster B? 

Cluster caratterizzato da “instabilità, drammaticità, esagerazione nella manifestazione delle emozioni”. I sintomi caratterizzanti questi disturbi di personalità sono instabilità emozionale, esagerazione e non genuinità nella manifestazione delle emozioni. Difficoltà nella manifestazione delle emozioni, accompagnati da disturbi dell’identità e delle relazioni interpersonali, dell’affettività e del controllo degli impulsi. Fanno parte di questo gruppo il disturbo borderline di personalità, il disturbo narcisistico di personalità, il disturbo antisociale e il disturbo istrionico

Quali sono i disturbi di personalità del cluster C?

Cluster caratterizzato da “ansia, sottomissione, evitamento”. In questo raggruppamento troviamo ansia relativa alle relazioni interpersonali e difficoltà nella costruzione di relazioni. Le capacità di consapevolezza delle proprie problematiche sono maggiori rispetto agli altri gruppi. Ne fanno parte disturbo evitante, disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, e disturbo dipendente di personalità

I 7 DISTURBI DI PERSONALITA’ PIU’ DIFFUSi

Le caratteristiche fondamentali del disturbo borderline della personalità riguardano tre aree: i rapporti interpersonali, gli affetti e l’impulsività, le cui alterazioni caratterizzano il vissuto delle persone. Le difficoltà nei rapporti interpersonali si manifestano attraverso la tendenza ad intrattenere relazioni intense, all’interno delle quali si oscilla tra gli estremi della idealizzazione e della svalutazione e che portano alla tipica instabilità affettiva. A proposito della instabilità affettiva è importante sottolineare l’elevata comorbilità tra disturbo borderline della personalità e disturbi dell’umore.  Capita, infatti, che un soggetto borderline presenti accanto all’instabilità affettiva propria del disturbo, veri e propri episodi depressivi o maniacali. Per chiarire le differenze e le similitudini tra i due quadri clinici vi inviamo al nostro articolo “Bipolarismo e borderline: quali sono le differenze?” Il soggetto con disturbo di personalità borderline vive, inoltre, nella continua necessità di evitare l’abbandono cui sono strettamente connesse l’incessante ricerca di relazione e l’intolleranza della solitudine. In più, è presente la tendenza a compiere gesti impulsivi autolesivi. Essi compaiono frequentemente come conseguenza di situazioni di difficoltà relazionale caratterizzate dal rischio, reale o immaginato, dell’abbandono.  Accanto ai comportamenti citati sono spesso presenti condotte impulsive quali l’abuso di sostanze, le abbuffate alimentari, la guida spericolata, usati come espedienti per saziare i cronici vissuti di noia e di vuoto.

Le caratteristiche fondamentali del disturbo istrionico della personalità riguardano l’intenso e pervasivo coinvolgimento emozionale e la ricerca di attenzione altrui. Il soggetto con disturbo istrionico di personalità appare vivace, appassionato, sostiene le proprie opinioni con grande afflato e coinvolgimento emozionale, anche se spesso esse appaiono estreme, immotivate e scarse di argomentazioni. Tende ad esprimere le proprie emozioni ed il proprio coinvolgimento in maniera teatrale, anche da un punto di vista fisico, e ad avere un atteggiamento spesso sessualmente seduttivo o provocante. Con questi atteggiamenti tende a captare l’attenzione altrui e mantenersi costantemente al centro dell’attenzione generale.

Le caratteristiche fondamentali del disturbo narcisistico di personalità riguardano la presenza pervasiva di grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia verso gli altri. Il soggetto che vive questa condizione usualmente mostra di considerarsi estremamente importante e coltiva fantasie di successo illimitato, nel potere, nella bellezza, nell’amore. In ciò è fortemente presente il sentimento di essere una persona speciale che, in quanto tale, tende a ritenere tutti gli altri inferiori. Gli altri che lo circondano hanno spesso il solo ruolo di dover confermare con il loro sguardo la perfezione del narciso. Qualora tutto ciò non venga riconosciuto il soggetto con disturbo narcisistico della personalità tende a svalutare gli altri, diventando estremamente critico, arrogante ed intollerante.

Le caratteristiche fondamentali del disturbo paranoide di personalità sono la diffidenza e la sospettosità nei confronti degli altri. Il soggetto affetto ritiene di non poter riporre la propria fiducia in alcuno e sospetta, senza elementi probanti, che gli altri lo vogliano danneggiare. Ciò lo induce ad essere particolarmente riservato, a scorgere significati reconditi, e pericolosi, nel comportamento altrui. L’ideazione, tuttavia, non raggiunge l’intensità del delirio, in quanto la persona è in grado di riconoscere che i propri sospetti non sono necessariamente fondati ed è in grado di riconoscere ed accettare le prove che dimostrano il contrario dei propri sospetti.

Le caratteristiche fondamentali del disturbo antisociale di personalità riguardano la tendenza pervasiva ad ignorare e violare i diritti altrui. Questa tendenza compare usualmente nell’infanzia e si radica poi nell’adolescenza e nell’età adulta. I soggetti con disturbo antisociale di personalità tendono a non conformarsi alla norma sociale in quanto compiono ripetutamente azioni contro la legge. Essi tendono a mentire o ad ingannare gli altri e trarre un profitto personale. Nei confronti di questi ultimi vi è indifferenza o rivendicazione: gli atti lesivi verso gli altri vengono giustificati come legittime ritorsioni a fronte di torti o ingiustizie subiti. Inoltre, è presente una marcata assenza di senso di responsabilità rispetto agli oneri lavorativi, familiari, finanziari. Il soggetto antisociale tende, infatti, ad agire sulla base dell’impulso del momento più che in base ad una pianificazione dei comportamenti che, per lo più, manca.

Le persone con un disturbo evitante di personalità presentano una inibizione nei rapporti sociali, accompagnata da sentimenti di inadeguatezza e da ipersensibilità al giudizio altrui. Dunque, i soggetti affetti evitano tutte le attività sociali e lavorative che implichino un significativo contatto interpersonale. Vivono sé stessi come inetti, sgradevoli, inferiori agli altri e accettano di stabilire sporadiche relazioni solo quando sono estremamente certi dell’incondizionata approvazione dell’altro.

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è caratterizzato dalla continua preoccupazione per l’ordine, dal perfezionismo, dal controllo degli stati mentali e delle relazioni interpersonali. Sono presenti forte rigidità, senso esasperato del dovere e della disciplina, incapacità di delega e mancanza di empatia. L’aspetto disadattivo dei tratti di personalità conduce, nonostante il grande forzo, a risultati modesti. Infine, è importante ricordare la distinzione dal disturbo ossessivo-compulsivo, che presenta vere ossessioni e rituali.

CHI SI OCCUPA DI CURARE I DISTURBI DI PERSONALITA’

Il primo passo è quindi l’inquadramento diagnostico e quindi rispondere al quesito di partenza: questa persona ha un disturbo della personalità? Fatta la diagnosi il trattamento dei disturbi di personalità è principalmente di stampo psicoterapico con una terapia a medio lungo termine. In base allo specifico disturbo di personalità si opta per un approccio psicoterapico piuttosto che un altro. Ad esempio, il disturbo di personalità borderline beneficia molto della terapia dialettico comportamentale mentre i disturbi appartenenti al cluster C spesso beneficiano di approcci più cognitivi. Laddove poi dovessero esserci sintomi psichiatrici secondari, come spesso capita (pensiamo ad ansia, depressione, panico), si interviene anche farmacologicamente.

Alcuni tipi di psicoterapia hanno dimostrato di essere efficaci nel trattare i disturbi di personalità. La psicoterapia può aiutare una persona a comprendere gli effetti che il proprio comportamento può avere sugli altri e imparare a gestire o affrontare i sintomi, riducendo i comportamenti che causano problemi nel funzionamento e nelle relazioni. Il tipo di trattamento dipenderà dal disturbo di personalità specifico, dalla sua gravità e dalle circostanze dell’individuo. I tipi comunemente utilizzati di psicoterapia includono:

  • Psicoanalisi/psicodinamica/terapia focalizzata sulla trasferibilità
  • Terapia comportamentale dialettica
  • Terapia cognitivo-comportamentale
  • Terapia di gruppo

Non ci sono farmaci specificamente utilizzati per trattare i disturbi di personalità.  Tuttavia, in alcuni casi, i farmaci come antidepressivi, ansiolitici o stabilizzatori dell’umore possono essere utili nel trattare alcuni sintomi. Sintomi più gravi o duraturi possono richiedere un approccio di squadra che coinvolga un medico di base, uno psichiatra, uno psicologo, un assistente sociale e membri della famiglia.

Speriamo con questo articolo di aver chiarito quel dubbio in merito ai disturbi della personalità. Non esitare a contattarci per eventuali dubbi o per prenotare una visita con uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra a Milano.

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