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Capacità di intendere e volere: valutazione psichiatrica e perizia

La capacità di intendere e volere è un concetto fondamentale in ambito medico-legale, utilizzato per stabilire se una persona è in grado di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi. La valutazione della capacità di intendere e volere viene spesso richiesta in ambito civile e penale, soprattutto quando vi è il dubbio che un disturbo psichico possa aver compromesso il giudizio o il comportamento. In questi casi, entra in gioco la perizia psichiatrica forense, fondamentale per accertare la presenza di quadri clinici momentanei o cronici che possono compromettere la capacità di giudizio.

Hai bisogno di maggiori informazioni in merito alla valutazione della capacità di intedere e di volere? Non esitare a contattarci.

Cos’è la capacità di intendere e volere

Quando parliamo di capacità di intendere, ci riferiamo alla possibilità di comprendere il significato delle proprie azioni e le conseguenze che esse comportano. La capacità di volere, invece, indica la facoltà di controllare impulsi e stimoli, scegliendo in modo consapevole e libero come comportarsi. È importante sottolineare che queste due dimensioni, pur distinte, sono interconnesse. Una persona può essere consapevole delle proprie azioni senza riuscire a esercitare pienamente la propria volontà, mentre non è possibile esercitare la volontà senza un minimo discernimento della realtà.

“Capacità, sussistente al momento del fatto e rilevante in ordine allo stesso, che si manifesta quale idoneità a rendersi conto della realtà e del valore sociale delle proprie azioni – capacità di intendere – e quale attitudine ad autodeterminarsi sulla base di dati presupposti percettivi, esercitando il controllo su stimoli e reazioni – capacità di volere – (secondo quanto previsto dal codice civile capacità d’intendere e di volere art. 85 del c.p., art. 428 del c.c.).”

Quando queste capacità decisionali sono compromesse si parla di incapacità totale o parziale. L’incapacità di intendere e volere può derivare da malattie psichiatriche, disturbi psichiatrici, degenerazioni cognitive dovute all’età, abuso di alcol o sostanze stupefacenti, o condizioni transitorie di grave perturbamento psichico. Non ogni turbamento emotivo costituisce incapacità: ansia, tristezza o depressione marcata non sono sufficienti. La legge richiede che le alterazioni compromettano in modo grave la capacità di valutare il contenuto e le conseguenze di un atto giuridico.

Quando è necessaria la valutazione delle capacità di intendere e volere 

Premesso quindi che la capacità di intendere e di volere viene presunta dalla legge con il compimento del diciottesimo anno di età come visto ci sono situazioni tale capacità può essere compromessa e diventa pertanto necessario un accertamento della capacità di intendere e di volere.

La valutazione della capacità di intendere e di volere è un accertamento clinico tipicamente condotto da uno specialista psichiatra finalizzato a stabilire se una persona, al momento di un determinato fatto sia in grado di comprendere il significato delle proprie azioni (intendere) e di controllare i propri impulsi (volere) scegliendo in modo consapevole e libero come comportarsi.

La valutazione della capacità di intendere e volere può essere richiesta in diverse situazioni, tra cui:

  •   Per accertamento delle capacità in contesti testamentari;
  •   In cause civili, come contestazioni di testamenti o contratti;
  •   Nei procedimenti penali, per stabilire l’imputabilità dell’autore di un reato;
  •   In casi di interdizione, inabilitazione o amministrazione di sostegno;
  •   In casi di firma di un consenso informato.

Gli esiti della valutazione possono tipicamente essere: totale incapacità, parziale incapacità, piena capacità. La totale incapacità di intendere di volere consiste in una situazione di grave perturbamento delle capacità psichiche o intellettive della persona che le impedisce di valutare correttamente il contenuto e gli effetti di un atto giuridico che sta compiendo oppure di manifestare una volontà seria e consapevole di compiere quell’atto o di determinare il regolamento di interessi contrattuale. 

Valutazione della capacità di intendere e di volere in sede notarile

In questo caso la valutazione è immediata e discrezionale, finalizzata a garantire la validità degli atti notarili. Viene effettuata prima di stipulare atti come testamenti, compravendite, procure, donazioni. In questo caso il notaio deve accertare che la parte sia: lucida, consapevole dell’atto, libera da pressioni. Il notaio stesso che ha un obbligo di verifica e nel caso sorgano dubbi può richiedere un accertamento delle capacità di intendere e di volere ad opera tipicamente di uno psichiatra. 

Valutazione della capacità di intendere e di volere in sede civile

La valutazione serve a determinare la capacità di agire di una persona in merito alla possibilità di compiere atti giuridici validi. Viene richiesta in procedimenti di interdizione giudiziale, inabilitazione, amministrazione di sostegno oppure in cause civili in cui si discute della validità di atti compiuti da persone presumibilmente incapaci (es. contratti, donazioni). Viene effettuale da un consulente tecnico d’ufficio, generalmente psichiatra o psicologo clinico, nominato dal giudice.

 Valutazione della capacità di intendere e di volere in sede penale

La valutazione riguarda la responsabilità penale dell’imputato al momento del fatto. Viene richiesta quando c’è dubbio che l’imputato, durante la commissione del reato, fosse affetto da disturbi mentali, abuso di sostanze o altre condizioni che potessero compromettere le capacità. Viene effettuata tipicamente da un perito psichiatra forense nominato dal giudice o dal pubblico ministero.

Perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere

In alcuni casi è necessario redigere una perizia psichiatrica, utile per valutare in modo approfondito le condizioni mentali di una persona in relazione a un fatto specifico. La perizia può essere richiesta:

  • dal giudice
  • dagli avvocati
  • dalle parti coinvolte

La perizia psichiatrica non si limita a descrivere uno stato psichico: ha lo scopo di determinare se il soggetto sia effettivamente capace di intendere e volere al momento di un fatto specifico. L’incapacità naturale va infatti valutata con riferimento a un singolo atto, essendovi una netta differenza tra le qualità psichiche richieste per concludere un contratto volto a soddisfare esigenze della vita quotidiana (c.d. attività contrattuale minima) e quelle richieste per la consapevole stipulazione di un contratto più complesso.

Nel dettaglio la valutazione della capacità di intendere e volere  in funzione del caso specifico include:

  • Visita psichiatrica che può essere condotto mediante colloquio clinico libero o con l’ausilio di interviste strutturate o semi-struttura
  • Somministrazione di test psicodiagnostici volti a indagare con strumenti scientificamente validati i sintomi psichiatrici nonchè il funzionamento congintivo
  • Raccolta di documentazione sanitaria e legale
  • Stesura di una relazione dettagliata, chiara e scientificamente valida.

Aspetti legali e normativi della capacità di intendere e di volere

Dal punto di vista normativo, l’articolo 428 c.c. consente di annullare atti compiuti da persone incapaci di intendere e volere, mentre l’articolo 591 c.c. specifica le condizioni di incapacità per il testamento. Il codice penale (art. 643 c.p.) disciplina invece la circonvenzione d’incapace, punendo chi approfitta dello stato di debolezza psichica di una persona per indurla a compiere atti giuridici dannosi.

Art. 428 c.c. (Atti compiuti da persona incapace di intendere o di volere)

Gli atti compiuti da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace d’intendere o di volere al momento in cui gli atti sono stati compiuti, possono essere annullati su istanza della persona medesima o dei suoi eredi o aventi causa, se ne risulta un grave pregiudizio all’autore.

Art. 643 c.p. (Circonvenzione di persone incapaci)

Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da duecentosei euro a duemilasessantacinque euro.

Art. 591 c.c. (Casi d’incapacità)

Possono disporre per testamento tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge. Sono incapaci di testare:

  1. coloro che non hanno compiuto la maggiore età;
  2. gli interdetti per infermità di mente;
  3. quelli che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento.

Nei casi d’incapacità preveduti dal presente articolo il testamento può essere impugnato da chiunque vi ha interesse. L’azione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.

Chi valuta la capacità di intendere e volere

La valutazione della capacità di intendere e volere viene effettuata da uno psichiatra, preferibilmente con esperienza in ambito medico-legale o forense. Si tratta di un accertamento clinico complesso, che richiede competenze sia psichiatriche sia giuridiche, in quanto ha implicazioni rilevanti in ambito civile e penale. Nel contesto giudiziario, la valutazione può essere svolta da un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) nominato dal giudice, oppure da un Consulente Tecnico di Parte (CTP) incaricato dagli avvocati. In ambito extragiudiziale, invece, può essere richiesta direttamente da privati o legali per una prima valutazione clinica e orientativa.

Il costo e le modalità della valutazione possono variare in base alla complessità del caso, alla documentazione disponibile e alla finalità della consulenza (clinica, medico-legale o peritale). Per questo motivo è spesso utile un primo colloquio orientativo, che consenta di definire il percorso più adeguato.

Richiedere una valutazione psichiatrica

Se hai bisogno di una valutazione della capacità di intendere e volere, è possibile richiedere una consulenza specialistica. La valutazione della capacità di intendere e volere rappresenta uno strumento essenziale per garantire decisioni legali corrette e proteggere soggetti vulnerabili. Una consulenza psichiatrica accurata permette di stabilire se al momento di un determinato fatto una persona fosse in grado di comprendere le proprie azioni e di esercitare il controllo sui propri impulsi. Comprendere questi aspetti è fondamentale per chi opera in ambito legale o medico-legale e per chi desidera tutelare la propria responsabilità giuridica. Contattaci per maggiori informazioni o per prenotare un incontro in studio con uno psichiatra a Milano o uno psichiatra ad Abbiategrasso. Lo studio si occupa di valutazioni cliniche approfondite, consulenze per avvocati, perizie in ambito civile e penale.

Il costo di una valutazione della capacità di intendere e volere varia in base alla complessità del caso, al numero di colloqui necessari, all’eventuale somministrazione di test psicodiagnostici e alla finalità della valutazione (privata, notarile, civile o penale). Contattaci per avere informazioni più dettagliata.

La durata varia in base alla complessità del caso. La valutazione comprende uno o più colloqui clinici, l’eventuale somministrazione di test psicodiagnostici, l’analisi della documentazione sanitaria e legale e la redazione di una relazione psichiatrica dettagliata e scientificamente fondata.

La valutazione viene tipicamente effettuata da un medico specialista in psichiatria. Nei procedimenti giudiziari viene generalmente svolta da uno psichiatra forense nominato dal giudice come consulente tecnico d’ufficio (CTU) o di parte (CTP). In ambito privato o notarile può essere richiesta una consulenza psichiatrica specialistica.

La perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere è richiesta in diverse situazioni, tra cui: contestazioni di testamenti o contratti, procedimenti di interdizione o amministrazione di sostegno, accertamento dell’imputabilità penale, verifica della validità del consenso informato o valutazioni preliminari alla stipula di atti notarili.

Contattaci per maggiori informazioni sulla valutazione della capacità di intendere e di volere 

Informazioni sull’autore e responsabilità professionale

Il contenuto di questa pagina è redatto dal Dott. Mario Mazza, medico chirurgo specialista in Psichiatria, regolarmente iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi con numero di iscrizione 43984. Le informazioni fornite hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo una visita medica, una valutazione clinica diretta o una consulenza specialistica personalizzata. Le valutazioni della capacità di intendere e volere e le consulenze psichiatriche in ambito medico-legale e forense possono essere effettuate solo a seguito di un esame clinico approfondito, nel rispetto delle norme vigenti, delle linee guida scientifiche e del Codice di Deontologia Medica dell’Ordine dei Medici Chirurghi. Ogni situazione clinica e giuridica presenta caratteristiche specifiche e deve essere valutata individualmente da un medico specialista qualificato.

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