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DISTURBI ALIMENTARI: SINTOMI E RIMEDI

UNA RISPOSTA ESTREMA A UN PROFONDO DISAGIO AL QUALE NON SI E’ RIUSCITI A DARE UNA RISPOSTA ALTERNATIVA

Iginio Marchi

I disturbi alimentari o disturbi della condotta alimentare (DCA) sono gravi condizioni di salute mentale che possono colpire chiunque, indipendentemente dall’età, dal sesso o dal contesto socioculturale. Questi disturbi sono caratterizzati da abitudini alimentari anomale e malsane che possono portare a gravi danni fisici ed emotivi e possono causare una serie di sintomi fisici e psichici, tra cui malnutrizione, problemi gastrointestinali, depressione e ansia. L’immagine corporea è totalmente distorta e il rapporto con il cibo polarizza ogni aspetto della vita.

Entriamo quindi nel dettaglio approfondendo al meglio quali e cosa sono i disturbi alimentari, quali sono le loro cause e i loro sintomi e come si curano i disturbi alimentari.

COSA SONO I DISTURBI ALIMENTARI? 

Andiamo con ordine e cerchiamo ora di capire cosa sono i disturbi alimentari.

Secondo il DSM 5 i disturbi alimentari sono definiti come:

“An eating disorder is a mental disorder defined by abnormal eating behaviors that negatively affect a person’s physical or mental health”

Quindi i disturbi alimentari sono caratterizzati da abitudini alimentari scorrette che interferiscono con la salute fisica e psichica della persona che ne è affetta. Questa definizione racchiude gli elementi cardini per capire cosa sono i disturbi alimentari. Il fulcro del disturbo è una condotta alimentare anomale che poi ha inevitabili ripercussioni sul fisico e sulla mente della persona.

Alla base del disturbo alimentare possono esserci diverse spiegazioni. Spesso le persone affette da DCA hanno un’immagine distorta del corpo e un’intensa paura di ingrassare che porta ad un’alimentazione restrittiva e condotte di eliminazione. Altre volte possono mettere in atto comportamenti impulsivi e discontrollati come le abbuffate per provare a far fronte a vissuti emotivi intollerabili.

Quindi, sebbene tutti accomunati da una anomale condotta alimentare DCA possono assumere diverse forme: i disturbi dell’alimentazione più frequenti e conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da abbuffate (binge eating disorder). Altri disturbi della condotta alimentari meno noti sono il disturbo da assunzione evitante/restrittiva di cibo, la pica e il disturbo da ruminazione.

Condividiamo un video prodotto dalla Cardiff and Vale University Health Board che ci aiuta a capire cosa sono i disturbi alimentari e quali sono le pipercussioni fisiche ed emotive.


QUANDO SI PARLA DI DISTURBI ALIMENTARI?

Per capire quando siamo di fronte ad un DCA e quindi quando è lecito parlare di disturbo alimentare conclamato dobbiamo fare riferimento ai criteri diagnostici. La classificazione attualmente in essere dei disturbi alimentari è quella del DSM 5 che pone una serie di criteri per porre diagnosi di disturbo alimentare. Inviamo alla pagina del Ministero della Salute per consultare nel dettaglio i criteri diagnostici

In linea di massima, senza entrare nello specifico dei criteri diagnostici, è bene considerare che una condotta alimentare anomale che porta ripercussioni di ordine fisico e psichico deve essere inquadrata da un medico specialista. Solo dopo una visita ed eventuali accertamenti si potrà poi porre o escludere la diagnosi di disturbo alimentare.

QUALI SONO LE CAUSE DEI DISTURBI ALIMENTARI?

Come capita assai spesso quando si parla di disturbi mentali è bene chiarire fin da subito che non esiste un’unica causa dei disturbi alimentari. Parliamo infatti di disturbi multifattoriali poiché diverse sono le concause che sottostanno ai disturbi alimentari tra cui si identificano fattori di rischio psicologici, genetici e ambientali. 

Come già detto, uno degli aspetti fondanti la psicopatologia dei disturbi alimentari è sicuramente un’immagine corporea distorta. Ne deriva dunque che tutti gli stimoli ambientali che idealizzano l’immagine corporea possono incrementare il rischio di comportamenti alimentari disordinati. Pertanto l’ambiente assume un ruolo nello sviluppo dei disturbi alimentari. La pressione a conformarsi a standard di bellezza irrealistici, spesso perpetuata dai media e dalle industrie pubblicitarie, può portare a un’immagine distorta di sé e a una preoccupazione per il peso e l’aspetto. Anche l’ambiente familiare è sempre stato considerato predominante nell’ambito dei disturbi alimentari. Alcune ricerche suggeriscono che un funzionamento familiare caratterizzato da elevati livelli di rigidità possa essere associato a un rischio più elevato di comportamenti alimentari disordinati.

Ai fattori ambientali si aggiungono i fattori genetici. Provenire da una famiglia con una storia di disturbi alimentari può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo alimentare. Sicuramente una parte di questo rischio aumentato può essere spiegato dal modello di comportamenti legati ai disturbi alimentari all’interno di una famiglia (ad esempio, osservare un familiare a dieta).Tuttavia, la componente genetica alla base dei disturbi alimentari è confermata dagli studi sui gemelli, che può isolare il ruolo della genetica e che conferma una maggior rischio di disturbi alimentari nei parenti di primo grado di persone affette da DCA.

Inoltre, fattori psicologici come l’isolamento sociale, il bullismo e gli eventi traumatici della vita (come l’abuso sessuale o il divorzio), possono innescare comportamenti alimentari disordinati come meccanismo di coping.

Detto questo è bene ribadire che né i geni né l’ambiente causano disturbi alimentari da soli. I disturbi alimentari sono probabilmente il risultato di una complicata interazione di questi fattori. Anche quando può essere identificato un fattore precipitante (come un evento traumatico), c’è quasi sempre una combinazione di altri fattori contribuenti. Il fattore precipitante è molto probabilmente il catalizzatore che innesca una serie di eventi.

COME NASCE UN DISTURBO ALIMENTARE?

Come già sottolineato la causa dei disturbi alimentari è multifattoriale, non è la sola genetica o il solo trauma a innescare il disturbo. Si ipotizza invece che sulla base di una maggiore suscettibilità (genetica o ambientale) in seguito ad un evento trigger si strutturi poi il disturbo alimentare.

Rispondere quindi alla domanda come nasce il disturbo alimentare non è così immediato. Sicuramente va sottolineato che l’esordio e la comparsa dei disturbi alimentari avviene tipicamente in giovane età. I dati epidemiologici pubblicati dal Ministero della Salute rivelano che il 30% dei casi di DCA esordisce sotto i 14 anni.

Rispetto all’esordio clinico vi sono delle situazioni sulle quale è più facile che si strutturi il disturbo alimentare. Vediamo alcune delle modalità con le quali esordisce clinicamente il disturbo alimentare.

Pressione sociale, dieta restrittiva e anoressia

Capita che in seguito a stimoli esterni che idealizzano l’immagine corporea  una persona senta la necessità di conformarsi a standard di bellezza difficilmente realizzabili. Ciò spinge ad introdurre regimi dietetici spesso autogestiti e insalubri. Pian piano la persona perde peso ambendo ad uno standard irreale. Il dimagrimento non è mai abbastanza e tutto si polarizza sul cibo. La consapevolezza della propria immagine corporea non è più integra e ci si vede sempre grassi. Questa è una tipica modalità di esordio dell’anoressia.

Adolescenza e anoressia

La fase dell’adolescenza rappresenta un periodo di notevoli cambiamenti, sviluppo individuale e graduale acquisizione di autonomia. Durante questo periodo, si verifica una transizione dal contesto familiare a quello sociale, un passaggio spesso intricato e psicologicamente impegnativo. In questa fase, l’immagine di sé non è ancora completamente stabile e può risultare difficile da tollerare. In questo contesto, talvolta, gli adolescenti utilizzano il controllo dell’alimentazione come strumento per affrontare il disagio emotivo derivante dalle richieste evolutive di questa fase della vita. Poiché si sentono impreparati per le relazioni sociali, affettive, relazionali e sessuali, scelgono di ritirarsi attraverso un rigoroso digiuno, privandosi così dello strumento cruciale per affrontare le nuove sfide: il proprio corpo.

Sovraccarico emotivo e binge eating

Diverse situazioni possono spingere una persona a compiere abbuffate, tra cui l’esperienza di emozioni intense e complesse come tristezza, noia, rabbia, sconcerto o ansia. Talvolta, gli episodi di alimentazione incontrollata possono essere più premeditati o abituali, anziché scatenati da improvvisi impulsi. Questo comportamento può avere diverse motivazioni, come la necessità di anestetizzare le emozioni, gestire sentimenti spiacevoli o approfittare delle occasioni quando si è soli.

QUALI SONO I DISTURBI ALIMENTARI PIÙ DIFFUSI?

Sebbene ne esistano diversi tipi, i disturbi alimentari più diffusi sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata, meglio conosciuta come binge eating disorder. Vediamoli nel dettaglio:

Anoressia nervosa

E’ un disturbo caratterizzato da un’immagine distorta del corpo e da un’intensa paura di ingrassare. Il soggetto affetto da anoressia nervosa inizia limitando l’assunzione di cibo fino a diventare gravemente sottopeso e a compromettere la sua salute. Spesso si sviluppa una preoccupazione per il cibo e si esasperano le condotte eliminatorie come un esercizio fisico eccessivo o altri comportamenti per eliminare calorie.

Bulimia nervosa

E’ un altro disturbo alimentare, caratterizzato da episodi di abbuffate seguiti da condotte eliminatorie. La condotta eliminatoria può assumere diverse forme, tra cui il vomito indotto, l’abuso di lassativi o l’esercizio fisico eccessivo. Questi sono i sintomi della bulimia. I soggetti affetti da bulimia nervosa possono sembrare di peso normale, ma provano un profondo senso di vergogna e di colpa associato ai loro comportamenti alimentari.

Disturbo da abbuffata

E’ il disturbo alimentare più comune ed è caratterizzato da episodi ricorrenti in cui la persona sente la necessità diabbuffarsi di cibo senza mettere in atto comportamenti compensatori. I soggetti affetti da disturbo da abbuffata possono sentirsi fuori controllo durante questi episodi e consumare grandi quantità di cibo in un breve periodo. Questo può portare a un aumento di peso e ad altri problemi di salute, tra cui malattie cardiache e diabete.

CHI SI OCCUPA DI CURARE I DISTURBI ALIMENTARI?

La cura dei disturbi alimentari coinvolge un team multidisciplinare di professionisti dedicati al benessere mentale e fisico. Gli psicologi clinici o psicotereputi svolgono un ruolo chiave nell’analisi delle radici psicologiche dei disturbi alimentari, aiutando i pazienti a comprendere e gestire le sfide emotive legate all’alimentazione. I nutrizionisti specializzati forniscono supporto nella creazione di piani alimentari equilibrati, contribuendo a ristabilire un rapporto sano con il cibo. I terapisti familiari possono essere coinvolti per affrontare dinamiche relazionali e promuovere un sostegno familiare durante il percorso di guarigione.  Leggi questo articolo se vuoi indagare più a fondo le dinamiche familiari e il rapporto madre figlia e le cause dell’anoressia. Inoltre, gli psichiatri possono essere coinvolti per gestire eventuali componenti mediche o psichiatriche associate ai disturbi alimentari. È importante sottolineare che la collaborazione sinergica di questi professionisti è essenziale per offrire un trattamento completo e personalizzato.

ESISTE UNA CURA PER I DISTURBI ALIMENTARI?

Come ampiamente detto i DCA sono malattie mentali gravi e potenzialmente letali che colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. Per questo motivo è importante sapere come si curano i disturbi alimentari e a chi è bene rivolgersi per guarire.

Il primo passo per trattarli è riconoscere il problema e cercare un aiuto professionale. Come già visto, un team di professionisti del settore sanitario, tra cui medici, psicoterapeuti e nutrizionisti, può collaborare per creare un piano di trattamento personalizzato e completo.

Il trattamento dei disturbi alimentari può variare a seconda del tipo e della gravità del disturbo. In generale, l’obiettivo principale del trattamento è quello di ripristinare e mantenere un peso sano, affrontare i problemi psicologici sottostanti e insegnare abitudini alimentari sane. La psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), è una forma di trattamento comune che può aiutare le persone affette da disturbi della condotta alimentare a modificare i loro pensieri e comportamenti negativi legati al cibo e all’immagine corporea.

Oltre alla terapia, può essere necessaria una gestione medica, compresi i farmaci, per gestire eventuali condizioni di salute mentale sottostanti che possono contribuire al disturbo alimentare. Anche la consulenza nutrizionale è una parte essenziale del trattamento dei disturbi alimentari.

Guarire da un DCA è un percorso lungo e impegnativo, ma con il giusto trattamento e il giusto supporto è possibile. È importante ricordare che la guarigione non riguarda solo l’aumento o la perdita di peso, ma anche la ripresa di un completo funzionamento.

In conclusione, il trattamento dei disturbi della condotta alimentare può includere terapia, farmaci e consulenza nutrizionale e il recupero da un disturbo alimentare è possibile, ma richiede impegno, pazienza e sostegno. Con un trattamento adeguato, le persone affette da disturbi della condotta alimentari possono imparare a sviluppare un rapporto sano con il cibo e con il proprio corpo.

Speriamo con questo articolo di avervi chiarito cosa sono i disturbi alimentari, quali sono i più diffusi e a chi rivolgervi per curarli. Non esitate a contattarci per fissare un colloquio con uno psichiatra a Milano per disturbi alimentari.

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