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Cos’è e come si manifesta l’ansia?

 
 
 
 
 
 

 

L’ANSIA E’ UN SOTTILE RIVOLO DI PAURA CHE SI INSINUA NELLA MENTE. SE INCORAGGIATA SCAVA UN CANALE NEL QUALE TUTTI GLI ALTRI PENSIERI VENGONO ATTRATTI.

Robert Bloch

 

Una risposta ansiosa non deve essere sempre e comunque interpretata come una malattia, occorre infatti capire cos’è l’ansia fisiologica e in cosa si differenzia da un disturbo d’ansia vero e proprio. L’ansia fisiologica è una condizione emotiva di allerta e di attivazione generalizzata delle risorse psichiche e fisiche del soggetto per affrontare uno stimolo conosciuto e reale a contenuto potenzialmente pericoloso per l’individuo. L’ansia svolge pertanto una funzione adattiva. Per esempio, prima di un esame un adeguato livello di ansia permette di avere una maggiore allerta, una maggiore lucidità, un aumento del tempo dedicato allo studio, un aumento della concentrazione. 

Al contrario, cos’è e come si manifesta l’ansia patologica? Nell’ansia patologica vi è l’attivazione generalizzata delle risorse psichiche e fisiche del soggetto, che risulta quantitativamente amplificata e sproporzionata rispetto allo stimolo. Ne consegue che l’ansia patologica si rivela non adattiva, non determinando un vantaggio da un punto di vista funzionale-evoluzionistico per il soggetto. Parliamo quindi di disturbo d’ansia quando vi è una manifestazione persistente di ansia, che determina una sintomatologia che vedremo tra poco.

Sono in costante allerta

Tutto intorno a me è come al solito; eppure, io vivo in attesa di un’imminente catastrofe.

Ogni cosa diventa inaffrontabile.

Per paura che possa succedere l’imprevedibile ho iniziato ad evitare di fare le cose.

Queste sono solo alcune delle tipiche frasi che usano le persone per descrivere cos’è e come si manifesta l’ansia a livello soggettivo. Ciò che caratterizza i vissuti soggettivi è lo stato di grande allerta, l’attesa di una catastrofe imminente e imprevedibile. La persona pur essendo perfettamente lucida non riesce a tenere a bada questa tensione che prende il sopravvento e determina la vita dell’individuo. Non si agisce più spontaneamente ma tutto viene pensato, progettato e agito per evitare il peggio. Tutto è finalizzato a prevenire ogni possibile pericolo. Quindi ci si limita nelle attività. Si inizia magari ad evitare gli spazi chiusi, quelli affollati o quelli senza via di uscita. La testa è sempre piena di pensieri focalizzati sulla paura che tutto possa succedere.

 “E se mi viene l’ansia quando sono in mezzo agli altri come faccio …

Mi prenderanno per pazzo!

Se non riesco ad uscire o isolarmi non so come fare …”

Tutto questo alla lunga paralizza la persona interferendo totalmente con la sua vita. Non c’è più libertà, spontaneità, e piacere. 

 

Quali sono i disturbi d’ansia?

I disturbi d’ansia sono una delle grandi categorie di disturbi psichiatrici che racchiudono una serie di sotto diagnosi più specifiche. La diagnosi psichiatrica si basa su un sistema di classificazione che prende il nome di Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali arrivato alla 5 edizione (DSM 5). 

Il DSM 5 raggruppa i seguenti disturbi d’ansia:

    • Disturbo d’ansia generalizzata
    • Disturbo da panico
    • Fobia sociale
    • Disturbo d’ansia da separazione
    • Agorafobia
    • Ipocondria
    • Fobie specifiche

Sulla base dei sintomi d’ansia presentati e della presentazione si pone la diagnosi di un disturbo d’ansia piuttosto che un altro. La diagnosi dei disturbi d’ansia si basa essenzialmente sul colloquio clinico attraverso il quale raccogliere la storia anamnestica, osservare il comportamento e lo stato della persona, valutare la sintomatologia e l’interferenza con la quotidianità. L’esame di stato mentale e la valutazione mirata di alcuni sintomi fisici dell’ansia permettono di inquadrare il tipo di disturbo d’ansia. 

Per lo screening e per il monitoraggio dei sintomi spesso si ricorre a questionari e test psicologici di autovalutazione o etero somministrati. La diagnosi invece viene posta solo dopo un colloquio clinico.

Quali sono i sintomi dell’ansia?

 

I sintomi dell’ansia che tipicamente caratterizzano un quadro patologico sono una sensazione di costante allerta, di tensione psicofisica, di preoccupazione e di inquietudine. 

In base allo specifico disturbo i sintomi dell’ansia possono essere costanti durante la giornata, pensiamo ad esempio all’ansia generalizzata, oppure può avere dei picchi come accade nel disturbo da attacchi di panico. Inoltre, i sintomi dell’ansia possono essere spontanei e non particolarmente influenzati dall’ambiente esterno. Per contro alcuni problemi d’ansia sono strettamente correlati alla situazione o ad un evento pensiamo ad esempio alle fobie specifiche, alla fobia sociale, e all’ipocondria.

Tutti i disturbi d’ansia, si differiscono dall’ansia fisiologica, poiché i sintomi ansiosi che ne scaturiscono interferiscono con la vita limitando la capacità di adattamento. L’ansia, a sua volta, può innescare sintomi secondari come evitamento, depressione, uso e abuso di alcol e sostanze, e tendenza al ritiro domiciliare.

Alla sintomatologia psichica e quindi tensione, allerta, paura, tensione e iper-vigilanza spesso si associano sintomi fisici dell’ansia come fame d’aria, tensione e dolenzia muscolare, palpitazioni, cefalea muscolotensiva, tachicardia, e diarrea.

Una domanda che mi sento fare spesso è Come faccio a capire se l’ansia è grave?“. L’unico modo che abbiamo per capire la gravità dell’ansia è valutare la sua interferenza nella quotidianità. Si tratta infatti di un disturbo che investe la quotidianità dell’individuo con sintomi comportamentale, cognitivi, fisici e psichici e scadimento della qualità di vita dal punto di vista scolastico, lavorativo e sociale. Quando la sintomatologia è tale da interferire con la qualità di vita e con il funzionamento globale è allora giunto il momento di contattare uno specialista per l’ansia.  

Di seguito un video di un minuto della National Institute of Mental Health per divulgare ciò che rappresenta per molti un disturbo d’ansia.

Come gestire l’ansia?

La gestione dell’ansia è assai eterogenea e deve prendere in considerazione lo specifico quadro, la durata del disturbo, la severità della sintomatologia e l’interferenza nella quotidianità. I possibili interventi per combattere l’ansia si basano su psicoterapia, trattamento farmacologico e trattamento combinato. Ma chi è lo specialista che cura l’ansia? Non vi è una sola risposta a questa domanda. Talvolta è sufficente un intervento psicoterapico. In casi più severi e interferenti, quando quindi l’ansia è grave, può essere necessario l’intrvento farmacologico, in questo caso diventa quindi necessario rivolgersi ad uno psichiatra. Vediamo più nel dettaglio.

Psicoterapia per ansia

Il trattamento psicoterapico di maggiore utilizzo nei disturbi d’ansia è la psicoterapia cognitivo-comportamentale. L’approccio cognitivo-comportamentale si basa sul presupposto che esiste una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti che aiutano la persona a gestire l’ansia.

Farmaci per l’ansia

Da un punto di vista farmacologico i farmaci più utilizzati per gestire l’ansia sono gli antidepressivi inibitori del reuptake della serotonina e gli ansiolitici benzodiazepinici. I primi utilizzati in cronico per circa 6 mesi laddove si tratti di un primo episodio. Le benzodiazepine vengono, invece, usate al bisogno come farmaci sintomatici. L’impostazione farmacologica deve avvenire solo dopo una specifica consulenza psichiatrica. Non esitare nel caso a contattare uno psichiatra a Milano.

Terapia combinata per l’ansia

La terapia combinata rappresenta il gold standard per i quadri moderati e severi di disturbo d’ansia. 

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Il disturbo d’ansia purtroppo viene spesso banalizzato: “non preoccuparti che è solo ansia. Non morirai mica per un po’ di ansia”. 

In realtà l’ansia patologica se non gestita, conosciuta e trattata può ingigantirsi nel tempo fino a diventare francamente invalidante. Se l’ansia dovesse diventare invalidante e interferente rivolgiti ad uno specialista della salute mentale. 

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