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DISAGIO GIOVANILE: COSA è E COME AFFRONTARLO

 
 
 
 
 
 

IMPRIGIONATI IN UNA FRAGILITÀ PERMALOSA, NON SE LA SENTONO DI AFFRONTARE LA COMPETIZIONE E DI RITROVARSI IN UN CORPO CHE CRESCE. LA PAROLA CHIAVE È VERGOGNA

Gustavo Pietropolli Charmet

L’adolescenza è un periodo di profondi cambiamenti, sia fisici che emotivi talvolta caratterizzato da fatica e disagio giovanile. È un periodo di transizione dall’infanzia all’età adulta e comporta una serie di sfide uniche. Per molti adolescenti questo periodo può essere segnato da disagio giovanile o da crisi adolescenziali. 

Il disagio adolescenziale o disagio giovanile è un termine ampio che comprende una serie di problemi emotivi e di salute mentale che possono insorgere in questa fase dello sviluppo. Gli adolescenti possono provare una serie di emozioni angoscianti, tra cui ansia, depressione e rabbia. Possono anche lottare con problemi legati all’autostima, all’identità e alle relazioni. È importante notare che questi sentimenti sono una parte normale dell’adolescenza e molti sperimentano qualche forma di turbamento emotivo durante questo periodo. Tuttavia, quando questi sentimenti diventano opprimenti e interferiscono con la vita quotidiana, possono indicare un problema più serio. 

È questo il caso della crisi adolescenziale che può verificarsi quando un adolescente sperimenta un disagio psicologico adolescenziale significativo che minaccia la sua sicurezza o il suo benessere. Elementi caratterizzanti della crisi adolescenziale possono includere cambiamenti nel comportamento o nell’umore, ritiro dalle attività o dalle relazioni, cambiamenti nelle abitudini alimentari o del sonno, discorsi sul suicidio o sull’autolesionismo, abuso di sostanze o altri comportamenti ad alto rischio.

In generale, il disagio psicologico nell’adolescenza è un problema complesso che richiede sensibilità e comprensione. Se siamo consapevoli dei segnali di disagio e di crisi, possiamo contribuire a garantire che gli adolescenti ricevono il sostegno e le risorse di cui hanno bisogno per superare questo momento difficile. 

PROBLEMI COMPORTAMENTALI DURANTE L’ADOLESCENZA

Come detto l’adolescenza è una fase critica dello sviluppo umano. Durante questo periodo, gli adolescenti si trovano ad affrontare una serie di sfide nel tentativo di attraversare questa fase di transizione. Una delle sfide più comuni affrontate dagli adolescenti sono i problemi comportamentali durante l’adolescenza

I problemi comportamentali durante l’adolescenza possono manifestarsi in vari modi, tra cui aggressività, sfida, impulsività, abuso di sostanze e autolesionismo. Questi comportamenti possono avere un impatto negativo sul rendimento scolastico, sulle relazioni sociali e sul benessere generale dell’individuo. Sono diversi i fattori che contribuiscono ai problemi comportamentali durante l’adolescenza. I cambiamenti ormonali, la pressione dei coetanei e l’esposizione ai social media sono solo alcuni dei molti fattori che possono influenzare il comportamento di un adolescente. 

Riconoscere tempestivamente le anomalie comportamentali negli adolescenti permette un eventuale intervento precoce per prevenire l’aggravarsi di questi comportamenti e aiutare l’individuo a sviluppare meccanismi di coping sani.

POSSIAMO CHIAMARLA CRISI ADOLESCENZIALE?

È essenziale che genitori, educatori e assistenti siano consapevoli dei segnali di disagio adolescenziale per riconoscere una crisi adolescenziale quanto prima e fornire il sostegno e l’intervento necessari. Riconoscere i segnali può aiutare a prevenire l’aggravarsi della situazione e a garantire che il giovane riceva l’aiuto di cui ha bisogno. 

Uno dei segnali più comuni di una crisi adolescenziale, come abbiamo detto è un improvviso cambiamento di comportamento. Questo può includere un cambiamento nel ritmo del sonno, una diminuzione dell’appetito o un improvviso ritiro dalle attività sociali. Il giovane può diventare irritabile o facilmente frustrato e può avere difficoltà a concentrarsi a scuola o a casa. Può anche manifestare un comportamento impulsivo, come impegnarsi in attività rischiose o abusare di sostanze. 

Un altro segno di crisi adolescenziale è un improvviso calo del rendimento scolastico o un progressivo ritiro scolastico. Il giovane può faticare a completare i compiti o mostrare scarso interesse per la scuola. Potrebbe anche iniziare a saltare le lezioni o evitare del tutto di frequentare la scuola. Questo potrebbe essere un segno che il giovane sta lottando con problemi emotivi o di salute mentale che richiedono un supporto professionale. 

Anche i sintomi fisici possono essere un indicatore di una crisi adolescenziale. Il giovane può lamentare frequenti mal di testa, mal di stomaco o altri disturbi fisici che non hanno una spiegazione medica. Possono anche verificarsi cambiamenti nelle abitudini alimentari o del sonno, con conseguente perdita o aumento di peso. 

È fondamentale essere consapevoli di questi segnali per poter intervenire e sostenere tempestivamente. Se si nota uno di questi cambiamenti nel comportamento o nei sintomi, è essenziale rivolgersi a un professionista. Un intervento tempestivo può aiutare a prevenire l’aggravarsi della situazione e a garantire che il giovane riceva l’aiuto necessario per superare le sue difficoltà.

Vi consigliamo la visione del documentario sul ritiro sociale “Preferirei di no. Un eremita metropolitano” realizzato dal Prof. Gustavo Pietropolli Charmet. Il video è visibile al seguente link
https://minotauro.it/preferirei-di-no-documentario-sul-ritiro-sociale/

CRISI ADOLESCENZIALI E STUDIO

Una delle ripercussioni tipiche del disagio giovanile e delle crisi adolescenziali è sul rendimento scolastico. Come detto ci troviamo nel bel mezzo di un’importante fase evolutiva e dal ruolo di figlio e studente, si passa ad una nuova fase di vita in cui prevale la scoperta di sé e delle relazioni con i coetanei.

In primis, in questa fase l’investimento emotivo e cognitivo si sposta quindi sull’elaborazione dei vissuti legati a questa fase di transizione. Le emozioni confuse ed intense relative a questi conflitti possono occupare i pensieri dei ragazzi adolescenti tanto da rendere difficile o impossibile preservare quello spazio vuoto e silenzioso in cui è necessario poter sostare nel momento dello studio. Questo ha inevitabili ricadute sul rendimento scolastico del ragazzo adolescente. Si può giungere così ad avere forti difficoltà a scuola, un rifiuto dello studio, il quale viene a rappresentare un momento difficilmente tollerabile in cui i ragazzi possono sentirsi a confronto con la loro incapacità a fare spazio tra i pensieri e a concentrarsi.

Al contrario alcuni adolescenti, per non entrare in contatto con il cambiamento e con le relazioni pian piano si ritirano dalla scuola per immobilizzarsi nelle sicure mura domestiche. La scuola rappresenta infatti il primo luogo di socializzazione e di relazione per l’adolescente. Laddove il giovane non sia in grado di tollerare lo sguardo altrui il primo posto da evitare diventa quindi proprio la scuola. L’ansia, il giudizio, la paura di non essere accettati, il sentirsi brutti, e mille altri vissuti diventano intollerabili e portano al ritiro scolastico e al fenomeno dell’hikikomori e del ritiro sociale.

CRISI ADOLESCENZIALI E STUDIO

DISAGIO GIOVANILE SINTOMI

Tra i vari segni e sintomi di disagio giovanile che è fondamentale tenere in considerazione, è possibile menzionare alcuni dei principali, tra cui:

  • Variazioni e oscillazioni del tono dell’umore: un cambiamento persistente dell’umore con tristezza e chiusura costante, o viceversa con iperattività e agitazione.
  • Modifiche nel comportamento: come l’adozione di condotte aggressive, un aumento dell’iperattività, variazioni nell’alimentazione.
  • Disturbi psicosomatici e improvvisi problemi fisici: come ricorrenti dolori addominali o mal di testa, senza evidenti cause organiche.
  • Problemi legati al sonno: quali difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, o incubi che disturbano il normale ciclo sonno.
  • Manifestazione o intensificazione di fobie e paure: paura della solitudine, dell’affrontare gli impegni scolastici o le relazioni con i compagni, timore di entrare in classe, o paura di interagire con gli altri.
  • Aumento eccessivo di agitazione e ansia: preoccupazione eccessiva al momento di separarsi dai genitori per andare a scuola, ansia che interferisce con le relazioni sociali e le attività scolastiche, agitazione durante le lezioni.
  • Difficoltà scolastiche e nell’apprendimento come una brusca diminuzione delle prestazioni scolastiche nonostante l’impegno).
  • Problemi nelle relazioni interpersonali sia con coetanei che con adulti, come difficoltà a socializzare, isolamento, o chiusura emotiva.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE NEL DISAGIO GIOVANILE

La pianificazione di interventi di prevenzione per il disagio giovanile richiede una strategia che operi in contesti di normalità e quindi alla popolazione giovanile nel suo insieme, anziché concentrarsi esclusivamente su individui con problemi evidenti. L’obiettivo è assistere i giovani nell’affrontare le sfide evolutive specifiche di ciascuna fase di crescita. Il successo in queste tappe non solo guida i giovani verso compiti successivi, ma evita lo strutturarsi di quadri più problematici, e di crisi adolescenziali. La promozione dovrebbe quindi concentrarsi su creare un ambiente favorevole per consentire ai giovani di gestire positivamente le loro sfide di sviluppo.

Per raggiungere questo obiettivo, è cruciale agire sui cosiddetti fattori protettivi, elementi ritenuti capaci di preservare l’equilibrio psicologico e comportamentale, specialmente in situazioni di stress. Questi fattori comprendono l’autostima, l’autocontrollo, le aspettative ottimistiche, l’adattamento al cambiamento e la capacità di interazione sociale. In particolare, promuovere la fiducia in sé stessi, il controllo degli impulsi e la visione positiva del futuro contribuisce a costruire basi solide per un benessere giovanile duraturo.

Per raggiungere questo obiettivo è inevitabile coinvolgere, formare e confrontarsi con le figure di riferimento e quindi con genitori in primis ma anche con i referenti scolastici. Tutti devono essere sensibilizzati sulla tematica del disagio giovanile al fine di poter creare un ambiente il più favorevole possibile. 

COME GESTIRE LA CRISI ADOLESCENZIALE?

E’ dunque evidente quanto l’adolescenza possa essere un periodo estremamente impegnativo sia per gli adolescenti che per i loro genitori. 

Uno dei modi migliori per gestire la crisi adolescenziale è mantenere aperte le linee di comunicazione con l’adolescente. Incoraggiate l’adolescente a parlare con voi dei suoi sentimenti e delle sue preoccupazioni e assicuratevi di ascoltare ciò che ha da dire senza giudicare. Questo può aiutare l’adolescente a sentirsi ascoltato e compreso, il che può contribuire a ridurre i conflitti e le tensioni. 

Un’altra strategia chiave è quella di stabilire confini e aspettative chiare. Questo può aiutare l’adolescente a capire cosa ci si aspetta da lui e quali conseguenze ci saranno se non rispetterà tali aspettative. È inoltre importante offrire all’adolescente molte opportunità di indipendenza e autonomia. Questo può aiutarlo a sviluppare un senso di fiducia in sé stesso e di autosufficienza, che può essere essenziale per affrontare le sfide dell’adolescenza. Tuttavia, è importante trovare un equilibrio tra indipendenza e supervisione, poiché un’eccessiva libertà può portare a comportamenti rischiosi. 

Infine, è importante cercare un aiuto esterno se si ha difficoltà a gestirla da soli. A tal fine, è possibile rivolgersi a un consulente, a un terapeuta o a un altro professionista della salute mentale che possa fornire una guida e un sostegno sia a voi che all’adolescente. Ricordate che chiedere aiuto quando ne avete bisogno non è mai un segno di debolezza e può aiutare voi e il vostro adolescente a superare questo momento difficile con maggiore facilità e sicurezza.

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