La depressione a Milano

La depressione a Milano: l’urbanizzazione e i disturbi dell’umore

La depressione a Milano: come l’urbanizzazione può influire sui disturbi dell’umore.

Stiamo assistendo ad una rapida urbanizzazione.

Attualmente circa la metà della popolazione mondiale vive in città e le stime dicono che questa percentuale potrebbe raggiungere il 68% entro il 2050.

A Milano la popolazione è attualmente di 1.400.000 abitanti ed è in continua crescita.

L’urbanizzazione, porta con se problematiche ambientali, economiche, sociali e relazionali. Ne consegue che inevitabilmente, la progressiva urbanizzazione non sia scevra da implicazioni per la salute fisica e psichica.

Nella fattispecie vi è una crescente evidenza scientifica secondo cui i cambiamenti ambientali, economici, sociali e relazionali associati all’urbanizzazione, abbiano grandi implicazioni nella patologia depressiva.

Esiste quindi un legame tra la depressione e la progressiva urbanizzazione.

Vediamo, in dettaglio, quale causalità sussiste tra il vivere e crescere a Milano e l’eventuale comparsa di depressione.

Depressione a Milano: indice

  • Cos’e la depressione
  • La depressione a Milano: epidemiologia
  • La depressione a Milano: quali sono i fattori di rischio
    •               Ambientali
    •               Economici
    •               Sociali
    •               Stili di vita urbani
  • Come affrontare la depressione a Milano
  • La depressione a Milano: in conclusione

Cos’e la depressione

La depressione è una malattia che influisce negativamente sull’emotività, sull’umore, sulla cognizione, sulla socialità, sul comportamento e sulle relazioni.

La depressione provoca sentimenti di tristezza, perdita di interesse, pessimismo e distacco compromettendo il funzionamento lavorativo e sociale.

I sintomi della depressione possono variare da lievi a gravi e possono includere:

  • Sensazione di tristezza o umore depresso
  • Perdita di interesse e piacere nelle attività quotidiane
  • Calo dell’appetito
  • Problemi nel ritmo sonno veglia
  • Perdita di energia e facile affaticabilità
  • Sensi di colpa o di inutilità
  • Difficoltà a pensare, concentrarsi e prendere decisioni
  • Pensieri di morte

La depressione a Milano: epidemiologia

La depressione è altamente prevalente.

In Italia, la prevalenza della depressione e della distimia nell’arco della vita è dell’11,2% (14,9% nelle donne e 7,2% negli uomini).

A Milano si contano 85 mila persone affette da depressione con tassi in continua crescita pari al 4% annuo.

I primi studi epidemiologici sul legame tra urbanizzazione e malattia mentale vennero fatti nel campo delle psicosi e già dal 1930 si suggerì che il vivere in città potesse incrementare il rischio di schizofrenia.

Grandi studi successivi hanno confermato questa ipotesi e hanno esplorato anche le altre malattie mentali.

Oggi pare che chi cresce in un ambiente urbanizzato abbia un rischio doppio di sviluppare psicosi, un rischio il 20% superiore di sviluppare ansia, un rischio maggiore di dipendenze e un rischio di depressione quasi il 40% superiore.

È dunque evidente che ci cresce e vive in città sia più esposto alla malattia mentale ed in particolare alla depressione.

La depressione a Milano: quali sono i fattori di rischio

 

Problematiche ambientali

Recenti studi hanno evidenziato come alcuni fattori ambientali associati all’urbanizzazione, possano influenzare direttamente e indirettamente lo svilupparsi di sintomatologia depressiva.

L’inquinamento atmosferico ha un effetto neuropatologico noto, con potenziali ripercussioni per la salute fisica e mentale.

L’inquinamento luminoso è un ulteriore fattore di rischio ambientale legato alle città che va a interferire con la biologica regolazione circadiana del ritmo sonno veglia. Gli individui esposti a livelli elevati di luce notturna ambientale sono infatti maggiormente a rischio di depressione a causa di una disregolazione dell’orologio biologico.

Cosi come l’inquinamento luminoso, anche l’inquinamento acustico va a interferire con il ritmo sonno veglia peggiorando la qualità del sonno e di conseguenza aumentando il rischio di disturbo dell’umore.

La vita in città è inoltre caratterizzata da uno spazio di vita limitato e ridotta disponibilità di parchi verdi entrambi fattori di rischio per la depressione.

Infine, un recente studio condotto su 41 844 donne adulte ha dimostrato che l’aumento dell’esposizione all’ozono a lungo termine, accentuato dall’aumentata urbanizzazione, è correlato all’insorgenza di depressione e all’uso di antidepressivi.

 

Problematiche economiche

In città vi è un impatto maggiore sugli indici di performance.

La competitività è elevata, così come altissima è la tendenza al perfezionismo. Gli ambienti sono dinamici, in continuo mutamento e divenire.

Non vi sono mai certezze e capita di ritrovarsi da un giorno all’altro a vedere stravolta la propria posizione lavorativa e le proprie certezze economiche.

A ciò si aggiungono i costi della vita in città spesso proibitivi, la difficoltà ad accedere ai mutui, le responsabilità familiari.

Ne conseguono vissuti di inadeguatezza, di fallimento, di instabilità, di responsabilità che talvolta possono evolversi in stati francamente depressivi.

 

Problematiche sociale

La città è caratterizzata da reti sociali più deboli. L’urbanizzazione promuove relazioni meno personali, sebbene più numerose, rispetto alle aree rurali. Tuttavia, la forza e la qualità delle relazioni sono un noto fattore protettivo contro la depressione e la riduzione di queste ultime pare possa essere un fattore trainante per l’insorgenza della depressione.

Ciò suggerisce che la crescente urbanizzazione potrebbe incrementare la prevalenza della depressione attraverso la riduzione della coesione sociale.

Anche gli alti tassi di criminalità tipici delle aree urbane associano con un maggiore rischio di turbe dell’umore.

L’abitare in città, come già detto, caratterizzate da spazi limitati e alta densità di popolazione, incrementa lo stress sociale. A tal proposito uno studio pubblicato su Nature ha dimostrato che la vita cittadina è associata ad una maggiore attività dell’amigdala, e della corteccia cingolata anteriore perigenuale. Queste sono delle regioni chiave per la regolazione dell’emotività, dell’umore, dello stress e degli affetti. Gli autori concludevano dicendo che: “l’ambiente urbano è collegato all’elaborazione dello stress sociale, ed alcune regioni cerebrali differiscono nella vulnerabilità a questo fattore di rischio per tutta la durata della vita”.

 

Stili di vita urbani

Gli ambienti urbani sono in genere caratterizzati dall’utilizzo di cibi preconfezionati, da pasti sregolati, e da una ridotta disponibilità di vegetali, alimenti non raffinati e alimenti integrali. Questo tipo di alimentazione si associa ai disturbi dell’umore mediate un aumento dell’infiammazione cronica e dello stress ossidativo.

Inoltre recenti evidenze hanno dimostrato una ridotta biodiversità del microbioma intestinale, un’alterata composizione tassonomica e una ridotta funzione metabolica nelle popolazioni urbane. Vista la nota associazione tra le alterazioni del microbioma e la depressione, l’urbanizzazione potrebbe rappresentare un terzo elemento in questo complesso pathway.  

La vita in città spesso si caratterizza anche per una riduzione dell’attività fisica all’aria aperta e la promozione di stili di vita sedentari. L’attività fisica rafforza la rete sociale, migliora l’autoefficacia, la resilienza, ha un effetto neuroprotettivo e antinfiammatorio; tutti effetti antidepressivi.

La città con il suo traffico, i mezzi pubblici sempre affollati e in ritardo, i tempi sempre risicati incrementa lo stress e la comparsa di stati depressivi.

Come affrontare la depressione a Milano

Le città sono occupate, inquinate e complicate e possono farci sentire infelici. Ma c’è un motivo per cui così tante persone vivono in città. Occupazione, assistenza sanitaria, istruzione, cultura sono meglio in città.

Quindi prendiamo il buono che la città ci offre e ripariamoci da alcuni fattori di rischio.

 

Fuga in campagna

Ogni tanto concediti una passeggiata in campagna, un gita domenicale, un weekend fuoriporta. Modulerai l’attività cerebrale associata al pensiero ruminativo, che è spesso attivo durante la depressione.

 

Ritmo sonno veglia

Difendi il tuo ritmo sonno veglia: riduci l’inquinamento luminoso e acustico. Cerca di insonorizzare al meglio la camera da letto (chiudi la porta, rinnova le guarnizioni alla finestra), e riduci la luce ambientale ( usa tendaggi oscuranti o la mascherina per gli occhi). Al mattino, appena ti svegli, apri le tende ed esponiti fin da subito alla luce del sole. Questa abitudine sincronizza i tuoi ritmi circadiani. No alla luce blu dopo il tramonto. La luce blu proviene dagli schermi dei nostri telefonini, tv, computer, etc.  Per proteggerti puoi utilizza i filtri degli smartphone per la luce blu.

 

Dieta

Attenzione alla dieta: cerca di non essere troppo sregolato negli orari e nella tipologia del pasto. Prediligi la dieta mediterranea. Non abusare di ristoranti, quanto meno quando non sei impegnato a lavoro.

 

Rafforza la rete sociale

Crea una rete sociale forte e coesa: per molti è impensabile rinunciare ai social e alla rincorsa ai follower. Tuttavia non è questa la rete sociale che conta veramente. Cerca di stabilire un contatto vero e profondo con una ristretta cerchia di persone. Utopisticamente puntiamo al ritorno dei vecchi quartieri delle vecchie case di ringhiera.

 

Attività fisica

Mantieni una costante attività sportiva possibilmente all’aria aperta, e idealmente fuori porta.

 

Attento al sovraccarico

Cerca di non sovraccaricarti: la città offre infiniti stimoli, e continue opportunità. Ben vengano ma alla lunga il rischio è quello di sentirsi divorato dalla frenesia della città. Sfrutta le opportunità della città ma non farti inghiottire. Quando sei stanco e sovraccarico preferisci una serata a casa con del buon cibo e magari della buona compagnia.

 

Migliora l’ambiente domestico

Migliora la qualità e la vivibilità dell’ambiente domestico: rendi la casa accogliente, rilassante e funzionale.  Le piante danno un tocco di verde e ruralità. Trova la giusta temperature (per la maggior parte delle persone è intorno ai 20°C).

 

Confrontati sulle tue paure

Discuti delle problematiche e delle incertezze con il partner o con le persone più vicine.

La depressione a Milano: in conclusione

Esiste sicuramente una complessa relazione tra i fattori ambientali, comportamentali, sociali ed economici tipici dell’urbanizzazione e il disturbo depressivo.

Alcuni di questi fattori di rischio possono essere eliminati, altri modulati mentre con alcuni purtroppo non resta che conviverci.

Nonostante alcuni aspetti negativi, Milano è sicuramente un città con un’imparagonabile offerta quindi, consapevoli di qualche rischio in più godiamoci la nostra città.

Inoltre laddove dovesse mai esserci bisogno, l’offerta medica e, nella fattispecie quella psichiatrica, è una delle migliori.

Per qualunque dubbio, per un’eventuale valutazione testale gratuita della sintomatologia depressiva o per una visita psichiatrica specifica per la depressione a Milano non esitare a contattarci i nostri psichiatri sono a vostra piena disposizione.