Disturbo da attacchi di panico

Panico: dalla sintomatologia alla cura

Il disturbo da attacchi di panico, fa parte dei disturbi d’ansia, e ha come suo elemento nucleare l’attacco di panico.

L’attacco di panico si caratterizza per la presenza di disagio intenso, durante il quale più sintomi somatici e/o cognitivi si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco nel giro di circa 10 minuti.

Per quanto riguarda l’andamento temporale tipicamente si ha un acme sintomatologico nei primi 2 minuti seguito da una progressiva risoluzione entro i 15-30 minuti.

Le caratteristiche tipiche dell’attacco di panico sono quindi:

  • Intensa sintomatologia vissuta dal soggetto come estremamente disturbante e spiacevole. La sensazione è quella di morire o di perdere il controllo, motivo per il quale, è molto frequente che le persone corrano in pronto soccorso pensando di avere un infarto, un ictus, etc.
  • La sintomatologia soprattutto nelle fasi iniziali si verifica in modo improvviso, con una condizione di partenza di assoluto benessere
  • La sintomatologia del singolo attacco di panico è delimitata nel tempo. Si tratta di un rapidissimo cambiamento rispetto alla condizione precedente, con un veloce ritorno a una situazione di normalità

Quali sono i sintomi del disturbo da attacchi di panico

La sintomatologia è estremamente ampia.

I soggetti possono sperimentare i sintomi più disparati che tipicamente si raggruppano in sintomi fisici e sintomi psichici.

Tra tutti, i sintomi più tipici del panico, sono la dispnea, la sensazione di fiato corto, e la paura di morire o di impazzire.

SINTOMI SOMATICISINTOMI COGNITIVI
Sensazione di fiato corto
Sensazione di soffocamento
Sbandamento, capogiri o sensazione di svenimento
Palpitazioni o tachicardia (cuore in gola)
Tremori
Sudorazione
Nausea o disturbi addominali  
Derealizzazione o Depersonalizzazione
Parestesie (sensazione di torpore o formicolio)
Vampate di caldo o sensazione di freddo
Senso di oppressione o dolore toracico
Paura di Morire (ad es. di infarto, di soffocamento)
Paura di impazzire o fare qualcosa di incontrollato  

Quante persone sono affette dal disturbo da attacchi di panico

Fino al 15% della popolazione generale ha sperimentato almeno una volta nella vita un attacco di panico tuttavia questo non significa soffrire da disturbo di attacchi di panico.

La prevalenza del disturbo, nella popolazione generale, è intorno al 3-5% con una distribuzione uomo donna di 1:3 e con esordio a 20-30 anni.

La maggiore prevalenza nella donna è parzialmente spiegata dagli estrogeni che incrementano il rischio di disturbo da attacchi di panico.

Inoltre nella donna si è osservato una maggiore criticità in fase premestruale, un peggioramento nel post-partum, un possibile esordio dopo assunzione di contraccettivi e un miglioramento durante il 2 e 3 trimestre di gravidanza.

Evoluzione del disturbo da attacchi di panico

All’esordio del disturbo gli a attacchi di panico sono spontanei, inattesi, improvvisi. Si presentano senza un motivo apparente.

Questi attacchi spontanei si presentano anche di notte, durante il sonno. Capita infatti di frequente che i pazienti si sveglino di soprassalto durante il sonno per la sensazione di soffocamento con la necessità di aprire le finestre per prendere una boccata d’aria.

Con il passare del tempo, l’aumento della frequenza degli attacchi e l’avanzare del disturbo si possono innescare meccanismi di condizionamento. Gli attacchi, non più spontanei, iniziano a comparire in situazioni che il paziente teme, magari perché rievocano la situazione in cui insorgevano gli attacchi spontanei. Si parla quindi di attacchi di panico situazionali.

A questo condizionamento consegue un aumento dell’ansia anticipatoria, ossia la paura e la preoccupazione che in certe situazioni si possa avere una ricorrenza.

L’ansia anticipatoria a sua volta innesca condotte di evitamento, la persona a causa dell’ansia anticipatoria è portata a evitare, rinunciare di compiere l’attività temuta.

Ne consegue che quando gli attacchi arrivano a questo livello limitano fortemente la qualità di vita della persona.

Trattamento del disturbo da attacchi di panico

Prima di impostare una qualsivoglia terapia farmacologica o psicoterapica è necessario prendere consapevolezza del disturbo.

È indispensabile per la persona che soffre di disturbo da attacchi di panico sapere che si tratta di un quadro psichico sebbene la sintomatologia possa essere francamente fisica.

I sintomi avvertiti sono sintomi reali, il fiato corto, la fame d’aria sono percepiti come reali. Pertanto è di primaria importanza chiarire che per quanto percepiti come reali quei sintomi non porteranno al soffocamento ma con la gusta gestione passeranno in pochi minuti senza lasciare traccia.

Gli obiettivi che ci si pone iniziando una terapia per il disturbo da attacchi di panico sono i seguenti:

  • Graduale riduzione fino alla scomparsa delle ricorrenze degli attacchi di panico.
  • Riduzione dell’ansia anticipatoria
  • Superamento delle condotte di evitamento e dell’agorafobia
  • Prevenzione delle complicanza

Trattamento psicofarmacologico

Da un punto di vista farmacologico il trattamento del disturbo da attacchi di panico si avvale essenzialmente di una terapia combinata con un antidepressivo (paroxetina come prima scelta) e un ansiolitico.

Mentre la terapia con l’antidepressivo andrà mantenuta per almeno 6-12 mesi la terapia con ansiolitici andrà sospesa in linea di massima entro il primo mese lasciando questo farmaco al bisogno.

All’inizio del trattamento si può avere un lieve peggioramento della sintomatologia causato da un effetto paradosso dell’antidepressivo, che spesso porta ad una autosospensione della terapia.  

Ci sono accorgimenti per gestire questa situazione che vanno da un lento incremento del dosaggio di antidepressivo, all’associazione di ansiolitici, al confronto con lo psichiatra.

Questo effetto paradosso scomparirà dopo circa una settimana.

Trattamento psicoterapico

Per quanto riguarda il trattamento psicologico, la terapia cognitivo-comportamentale attraverso progressive esposizioni allo stimolo riduce il condizionamento mostrando ottimi risultati nella riduzione dell’ansia anticipatoria e delle condotte di evitamento.

La terapia cognitivo comportamentale prevede un primo assessment che permette di comprendere la natura dei comportamenti evitanti e le situazioni temute. A ciò segue la ristrutturazione cognitiva: si riconoscono i pensieri automatici cognitivi e li si mettono in discussione e li si modifica attraverso l’esposizione graduata alle varie situazioni.

Disturbo da attacchi di panico in conlusione

Gli attacchi di panico come abbiamo visto sono assai frequenti della popolazione. Anche il disturbo da attacchi di panico è relativamente frequente con la sua prevalenza del 3% nella popolazione generale.

Come prima cosa è bene informarsi, prendere consapevolezza della natura psichica del disturbo sebbene la sintomatologia possa essere francamente psichica.

Laddove gli attacchi dovessero iniziare a interferire con la quotidianità è bene consultare il medico di medicina generale o uno specialista psichiatra. Con la giusta terapia si ha spesso un gran beneficio fino alla scomparsa dei sintomi.

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